Tirano – Saint Moritz
La tratta Tirano – Saint Moritz che il Bernina Express percorre tutti i giorni dell’anno è stata definita una delle più affascinanti al mondo … partendo dalla Valtellina, percorre tutta la Val Poschiavo e arriva in Engadina, attraversando paesaggi incantevoli e mozzafiato.
La corsa del Bernina
Express inizia a
Tirano, nella stazione di questa città della Valtellina ma
appena uscito dalla stazione cambia veste e attraversa in stile tram la città, sul piazzale
della Madonna di Tirano, splendido Santuario costruito a seguito dell’apparizione della
Madonna in questo luogo agli inizi del XVI secolo.
Chi è sul treno non ha troppo tempo per osservare la Basilica … il treno corre e percorsi
due chilometri già si è attraversato il confine, si passa la stazione di Campocologno, famosa per il suo un caratteristico affresco in alto
che riproduce il contatto tra le popolazioni svizzera ed italiana, e si arriva in pochissimo
tempo a quello che è divenuto il simbolo stesso del trenino rosso del Bernina, il viadotto
elicoidale di Brusio, che permette al Bernina
Express di compiere un giro su stesso di 360°. In questo punto, già di per sé
affascinante, l’ambiente è reso ancora più attraente dalle moderne sculture e dai trulli
saraceni o crotti, le singolari costruzioni in pietra che conferiscono un tocco particolare
a questo angolo di valle.
Passata la stazione di Brusio, il treno continua a salire fino a quando si apre agli occhi
la vista del primo lago. Il nome della stazione, Miralago, non poteva essere più appropriato e chiarisce bene quella
che è la caratteristica di questo tratto di ferrovia che corre accanto al lago Poschiavo
fino alla località Le prese, dove il treno entra nelle strade del paese,
fiancheggiando i muri delle case e fermando in corrispondenza del centro storico.
Superata Le Prese con i suoi bei ristoranti ed alberghi, il treno corre tra la strada
cantonale ed il Poschiavino per un tratto caratterizzato da prati verdeggianti, pascoli e
pinete, con case sparse di tipico stile alpino, per giungere alla successiva femata di Li
Curt, dove il treno è costretto un’altra volta ad utilizzare la sede stradale per passare
tra la chiesa di S. Antonio e le case vicine.
Lasciato il paese, il treno affronta l’ultimo tratto “a valle” fino a Poschiavo: da qui in poi si può dire che si passa al percorso di
montagna, passando dai dai 1100 del fondo valle, ai 2256 metri del passo.
Il Bernina Express sale senza
fatica, affrontando le curve e passando i n mezzo ai boschi ed entra nella Val di Pila, un
angolo di montagna invisibile alla carrozzabile del Bernina; si sale bruscamente in mezzo ai
pascoli, per raggiungere la fermata di Privilasco da cui si gode una splendida vista su gran
parte dell’alta Valposchiavo e sull’abitato di S. Carlo, vista che spazia fino alla
val di Campo sullo sfondo. Da qui la ferrovia comincia a inerpicarsi a mezza costa sul
fianco della montagna consentendo di godere il panorama sulla Valposchiavo una volta a
destra ed una volta a sinistra, salendo di quota progressivamente. E’ in questo tratto che
si percepisce meglio quanto si arrampica la ferrovia per raggiungere il valico che la
porterà in Engadina.
Superata la fermata di Cadera a mezza costa, che serve per raggiungere i numerosi alpeggi
sparsi sul versante, si arriva, dopo aver percorso un bel tratto in mezzo alla pineta.
Dopo aver superato con lunghi tornanti la costa del Ghiblung si raggiunge la splendida conca
di Cavaglia, dove – nei periodi estivi – è possibile scorgere le mucche
al pascolo in un tipico scorcio di paesaggio svizzero che richiama alla mente i formaggi e
il cioccolati, prodotti tipici di questa nazione.
Prima della stazione di Alp Grum, a 2091 m, al termine di una serie di curve e tornanti,
il Bernina
Express raggiunge quella che viene definita “la terrazza” sulla Valle
Poschiavo: da qui la vista spazia dalla sottostante stazione di Cavaglia, al Lago di
Poschiavo per terminare con la barriera delle Orobie Valtellinesi. In questo tratto, il
Bernina Express si inerpica su tornanti e spettacolari viadotti offrendo sempre nuove
angolazioni sul panorama circostante.
Dopo un’ultima serie di tornanti e tunnel scavati nella roccia, si giunge alla stazione di
Alp Grüm, dove una targa di legno con delle scritte in giapponese
ricorda il gemellaggio, avvenuto nel 1979, di questa ferrovia con la linea di Hakone-Tozan,
costruita a sud di Tokio dopo che una delegazione giapponese, rimasta entusiasta da questo
tratto della Ferrovia Retica, decise di riproporla in Giappone. Qui ad Alp Grum, a più di
2000 metri, si respira l’aria degli alpeggi d’alta quota, isolati, in mezzo al verde e agli
spettacolari panorami.
Proseguendo si apre l’imponente ghiacciaio del Palu, chiuso a nord dai fianchi dei monti che
uniscono il Pizzo Cambrena al Pizzo Palu e a sud dalle creste della Pizzo Varuna.
Ripartito dall’Alp Grüm il Bernina Express procede, salendo progressivamente sempre con la
vista del Vedret da Palü sulla sinistra, ed al termine di due successive gallerie
paravalanghe si arriva al Lago Bianco, grande bacino di raccolta delle acque dei ghiacciai:
il treno corre in piano costeggiando la costa orientale del lago, le cui acque anche in
estate paiono di colore molto chiaro perché sono formate dal ghiaccio che si scongela. A
metà circa del lago si trova la Stazione Ospizio Bernina, stazione di valico della ferrovia a quota 2253
m.s.m., dotata di Buffet-Ristorante su un lato. Questa è anche la stazione alpina svizzera
più alta in Europa, per ferrovie senza cremagliera, oltre ad essere anche il confine tra le
lingue “italiano” (parlato in Valposchiavo) e “Räto-Rumantsch” (reto-romancio), parlato di
fatto in tutta l’Engadina anche se ufficialmente la lingua cantonale è il “tedesco”, come
testimoniano i cartelli con le scritte in tre lingue.
Superata la stazione Ospizio Bernina si incomincia la discesa progressiva fino a St. Morìtz,
costeggiando sempre la costa occidentale del Lago Bianco, fino a raggiungere, nei pressi di
un passaggio a livello al servizio della diga, la “Wasserscheide” (“Spartiacque”) tra Mar
Mediterraneo (in cui arrivano le acque del lago Bianco) e Mar Nero, in cui confluiscono
quelle del Lago Nero, che si buttano nell’ Inn e quindi nel Danubio. Questo preciso punto è
ben segnalato da un cartello visibile nei pressi del passaggio a livello, sul lato sinistro.
Da qui comincia la progressiva discesa, in un terreno meno scosceso rispetto al tratto da
Poschiavo. Si raggiunge l’Alp da Buond, si superano le fermate Lagàlb e Diavolezza, poste nei pressi delle omonime stazioni a valle delle
rispettive Funivie, si passa anche la piccola fermata di Bernina Suòt, si oltrepassa la
strada cantonale e ci si accinge ad entrare in vista del famoso Ghiacciaio del Morteràtsch e di una sequenza incomparabile di vette tra cui il
Bellavista, il Piz Zupò, il Piz Argient, il Cresta Güzza, il Piz Bernina (4049 m.), il Piz
Prevlius, il Piz Morteratsch ed il Piz Boval. Poco oltre la splendida vista, una cascata
vicinissima valorizzerà ancora il lato sinistro.
Superata la stazione di Morteràtsch, dove sullo sfondo si apre lo spettacolare proscenio dei
ghiacciai del Morteràtsch appunto, e il Bernina Express corre veloce in direzione di Pontresina, mentre di fronte a noi si presentano i paesi nella
tipica architettura alpina e si entra nell’atmosfera magica e mondana dell’Alta Engadina.
Proseguendo nella sua corsa, il treno permette di intravedere l’altra ferrovia che punta
verso l’Engadina
Alta ed in fondo l’abitato di Samàden, dotato di aeroporto turistico. Dopo la piccola
fermata di Muottas Muragl in corrispondenza del sentiero che conduce alla stazione della
funicolare del Muòttas Muràgl. Dalla stazione alla vetta della funicolare si gode
uno splendido panorama su Saint Morìtz e sui laghi dell’Alta Engadina. Il Bernina
Express invece prosegue la sua corsa verso Celerìna: poco prima della stazione, sulla destra, si vede bene la
caratteristica chiesetta protestante di St. Giàn, con 2 campanili di cui uno in rovina,
colpito da un fulmine alla fine del XVIII secolo.
La meta è oramai vicina, superata la stazione di Celerina, il Bernina Express affronta
l’ultima galleria e arriva a Saint Moritz, la Montecarlo delle Alpi. Superati con un ponte l’Inn
e la strada cantonale, il treno entra nella grande stazione, sui binari 5 o 6, riservati
appunto al Bernina Express per il suo particolare sistema di alimentazione elettrica dei
treni, diverso dal resto della rete ferroviaria cantonale.